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Castello Normanno di Squillace

In-ruins 2021 \
Castello Normanno di Squillace (CZ)

Per l’edizione 2021, In-ruins ha proposto tre direttrici tematiche per esplorare il significato dell’essere “in rovina” e le idee di prossimità, futurità e distanza che questa condizione evoca:

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  • L’archivio come pratica e come metafora, per mantenere l’archeologia in un campo dinamico da cui emergono narrazioni individuali e collettive a partire da frammenti.

  • La ricerca archeologica come pratica politica, capace di ridefinire i riferimenti a storia, spazio e tempo, espandendo o interrompendo le cronologie convenzionali.

  • Le narrazioni personali come strumenti per riscrivere mitologie mediterranee contemporanee e sviluppare nuove forme di identità.

 

La residenza, della durata di dieci giorni, si è svolta tra luglio e agosto 2021, con date flessibili in base alle esigenze dei partecipanti. Sono stati messi a disposizione spazi di lavoro e alloggi in prossimità di siti archeologici chiave, con trasporti locali inclusi. I luoghi di riferimento includevano il Castello di Squillace e il Parco Internazionale della Scultura di Catanzaro. Il formato è rimasto adattabile alle normative Covid in vigore.

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Residenti

Il programma di residenza 2021 è stato curato da Maria Luigia Gioffrè con Nicola Guastamacchia, Nicola Nitido e Dobroslava Novak.

ANNA ILL

Anna ill Alba

SPAGNA​

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Ha conseguito il BA in Textile Art presso l'Escola Massana di Barcellona e l'MA in Art and Space presso la Kingston University di Londra. Nel 2015 è stata selezionata tra gli artisti spagnoli per la biennale JCE ed è stata vincitrice del programma di residenza artistica di 3 mesi finanziato da Le Beffroi de Montrouge a Parigi. Nel 2018 ha partecipato al Premio Sala Parés <35Art a Barcellona e alla XXI Biennal d’Art Contemporani Català. Nel 2019 ha preso parte a una residenza artistica di un mese presso Jiser in Tunisia. Nel 2020 ha vinto il Premio Sala Art Jove (Barcellona) e Inund’art (Primo Premio Artpertot), con mostre itineranti in Spagna e Francia. Dal 2018 le sue opere fanno parte della collezione del Banco Sabadell. Nel 2021 è stata selezionata per il programma di videoarte Ten Little Indians, organizzato dal MLAC e da KHlab (Italia), per la Virtual Art Residency di AllArtNow (Svezia), per h Platform - Centre for Photographic + Digital Arts (Canada), MAWA (Canada) e Jiser (Barcellona). È tra gli artisti spagnoli selezionati per il Premio di Scultura Vila Casas 2021.

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Itamar Gov

ISRAELE \ GERMANIA

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Artista interdisciplinare e curatore. Dal 2010 vive a Berlino. La sua pratica indaga le complesse relazioni tra storia, ideologia ed estetica, con un focus su installazioni scultoree, opere grafiche e video, e si sviluppa attorno a diverse forme di memoria personale, collettiva e istituzionale. È stato membro dei team curatoriali di documenta 14 (Kassel, Atene), della Haus der Kulturen der Welt (Berlino) e della Fondazione Adolfo Pini (Milano). Negli ultimi anni ha partecipato a numerose iniziative legate all’arte e al cinema, tra mostre, festival, workshop e pubblicazioni.

EMII ALRAI

Emii Alrai

U.K. \ IRAQ​

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Artista con base a Leeds. La sua pratica è influenzata dalla nostalgia ereditata, dall’identità geografica e dalle pratiche museali post-coloniali di collezione ed esposizione degli oggetti. Concentrandosi sulle mitologie antiche del Medio Oriente e sulle storie orali personali legate all’Iraq, Alrai intreccia narrazioni forgiando manufatti e visualizzando le tracce lasciate dagli scontri culturali. Spesso lavora su larga scala, realizzando principalmente installazioni scultoree che richiamano l’allestimento museale e il linguaggio del diorama. Le sue opere contengono elementi spezzati o incompiuti, in bilico tra la lucidità formale di un museo imperiale, uno scavo archeologico o i residui di una performance. Attraverso riferimenti a oggetti di collezioni museali, scritture antiche del Medio Oriente e memorie culturali, il suo lavoro interroga il valore e l’origine dei manufatti, esplorando al tempo stesso l’esperienza della diaspora.

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Martyna Benedyka

POLONIA

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Vocalist e artista visiva polacca, lavora con diversi media tra cui pittura, fotografia, collage, installazione, video e sound art. Ha studiato Art and Design presso la Gray’s School of Art in Scozia (UK), laureandosi nel 2014 con una laurea con lode in Fine Art Painting. Ha esposto nel Regno Unito, in Polonia, Romania, Irlanda, Svizzera, Germania, Canada e Stati Uniti. Il suo lavoro è stato selezionato, tra gli altri, dalla Federation of British Artists per Futures — la più grande rassegna annuale del Regno Unito dedicata all’arte figurativa contemporanea emergente, presso le Mall Galleries di Londra. Specializzata in musica classica, si è esibita in numerosi concerti, sia solistici che di gruppo, a livello internazionale. Attualmente è rappresentata dalla Albe Art Gallery.

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Ceresoli-Cosco

Ceresoli Cosco

ITALIA

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Il duo Ceresoli Cosco nasce nel 2018 dall’incontro tra l’artista e curatore Alberto Ceresoli (Bergamo, 1989) e l’artista Carmela Cosco (Catanzaro, 1989). La ricerca di Cosco si concentra sul tema della convivenza tra uomo e natura e sul concetto di appartenenza. Approfondendo gli studi sulla teoria dell’ambiente e degli ambienti animali, il duo indaga il rapporto tra esistenza e ambiente, con i relativi valori esistenziali e morali. La pratica del duo si definisce attraverso la sperimentazione linguistica e la trasversalità disciplinare, esplorando il concetto di ferita con un approccio autobiografico e/o attivando indagini territoriali, entrando nei contesti per far emergere oggetti e temi di dibattito critico legati alla ferita collettiva. Il duo vive e lavora a Bergamo ed è impegnato in progetti di ricerca internazionali.

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Martyna Benedyka

O virga ac diadema

Martyna Bendyka reinterpreta l’antico canto O virga ac diadema — composto nel 1151 da Hildegard von Bingen — dando vita al momento in cui il Castello di Squillace riemerge. Intonato tra gli uliveti secolari che circondano il sito, il suo canto evoca una presenza divina nella natura, elemento centrale nella visione di Bingen. Attraverso il metodo interdisciplinare dell’archeoacustica — che unisce archeologia, etnomusicologia, acustica e modellazione digitale — Bendyka costruisce un ponte sonoro tra i paesaggi acustici del passato e quelli del presente.

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